Mussolini by Alessandro Campi

Mussolini by Alessandro Campi

autore:Alessandro, Campi [Campi, Alessandro]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Storia, L'identità italiana
ISBN: 9788815229878
editore: Societa editrice il Mulino Spa
pubblicato: 2011-10-14T22:00:00+00:00


Da militante a leader socialista

Mussolini partì per la Svizzera il 9 luglio 1902 con l’idea di «tentare la fortuna»[32], dopo che era fallito il suo tentativo di trovare una stabile sistemazione professionale come insegnante elementare (per pochi mesi aveva beneficiato di una supplenza a Gualtieri Emilia). Rientrò definitivamente in Italia sul finire del 1904, con alle spalle una ricca esperienza umana e politica e un discreto bagaglio ideologico, ma con idee ancora poco chiare circa il futuro. Dal gennaio 1905 al settembre 1906 compì il servizio militare. Successivamente fu insegnante a Tolmezzo, in Friuli, e a Oneglia, in Liguria, con una parentesi in Romagna, trascorsa per conseguire l’abilitazione all’insegnamento della lingua francese nelle scuole di grado secondario. Nella cittadina ligure assunse per un breve periodo, su incarico di Lucio Serrati (fratello minore di Giacinto Menotti), la direzione del periodico «La Lima», organo socialista locale. Tornò a Predappio nel luglio 1908, in tempo per partecipare ai duri scontri tra mezzadri e braccianti che per tutta l’estate sconvolsero il forlivese.

Con il successivo soggiorno trentino – dal 6 febbraio al 26 settembre 1909, in qualità di segretario della Camera del Lavoro di Trento e di direttore del settimanale «L’Avvenire del Lavoratore»[33] – Mussolini entrò sempre più seriamente nel fuoco della lotta e definì meglio la propria vocazione di giornalista e di politico di professione. Ai suoi nuovi compagni di militanza e ai suoi nuovi interlocutori si presentò con questo obiettivo: «la rovina della società attuale»[34]. Per quanto ancora risolutamente internazionalista, in questi mesi trascorsi al fianco di Cesare Battisti, con il quale collaborò presso la redazione de «Il Popolo», ebbe l’occasione di familiarizzare con la «questione nazionale» e con l’irredentismo; soprattutto trovò il modo di affinare la propria vena polemica, indirizzata pesantemente contro i «clericali» (tra gli altri, il giovane Alcide De Gasperi) e i liberali trentini.

Fu dopo questo periodo – una volta tornato a Forlì in seguito alla sua espulsione dal Trentino decretata dalle autorità austriache – che cominciò a ritagliarsi un ruolo, sempre più da protagonista, nelle fila del socialismo italiano. Nel gennaio 1910 assunse la guida del settimanale «Lotta di classe», organo della federazione socialista forlivese, della quale venne anche nominato segretario. I toni del giornale, violentemente anticlericali e antimilitaristi, aggressivi e combattivi a danno soprattutto dei repubblicani locali, garantirono al giovane direttore (che nel frattempo era anche divenuto corrispondente da Forlì dell’«Avanti!») un buon successo di vendite e un certo consenso politico. Nell’ottobre dello stesso anno partecipò a Milano al Congresso nazionale del Psi, dove si schierò con la minoranza rivoluzionaria capeggiata, tra gli altri, da Costantino Lazzari e Francesco Ciccotti: vi intervenne, in qualità di delegato della sezione forlivese del partito, con un breve (e piuttosto scialbo) discorso nel corso del quale attaccò duramente la maggioranza riformista che lo governava e criticò la condotta del gruppo parlamentare. L’intransigenza antiriformista lo indusse, dopo il congresso milanese, da lui giudicato «una grande inutile accademia»[35], a caldeggiare, ma senza successo, l’uscita dal partito della frazione rivoluzionaria, «per non essere complici della



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